Risposta

per interrogazione nr. d'ordine 1352

da Massimiliano De Martin
Oggetto: risposta all'Interrogazione nr. d'ordine 1352 inviata il 28-01-2026 con oggetto Tutelare le strutture di accoglienza della colonia felina di Forte Marghera. Condividere con l’associazione “I mici del Forte” gli eventuali interventi a tutela degli animali e a contrasto al randagismo.

 

In riferimento all’interrogazione in oggetto, sentiti gli uffici competenti si relaziona quanto segue:

questa Amministrazione, a seguito della ricezione di una nota proveniente dall’Associazione “I mici del Forte” con la quale la medesima chiedeva l’apertura di un tavolo con il Comune, l’Azienda sanitaria Ulss 3 Serenissima e tutti i soggetti coinvolti per la definizione delle diverse irregolarità riscontrate dagli Organi competenti nei suoi confronti, ha manifestato, con nota inviata in data 23.02.2026, la volontà di sedersi attorno all’auspicato tavolo di confronto con i soggetti istituzionali coinvolti, nell’interesse superiore della tutela dei felini.

Tuttavia, si rappresenta altresì che tale volontà è condizionata a che l’Associazione garantisca il rispetto di tutta la normativa vigente in materia e risolva le difformità/irregolarità igienico-sanitarie e paessagistico-culturali riscontrate.

Ed infatti si rappresenta che, con varie note, allegate alla presente, nel corso del 2025 l’Azienda Sanitaria ULSS 3 Serenissima, in qualità di Autorità locale competente in materia, ha segnalato una serie di gravi irregolarità e difformità nella gestione dei felini da parte dell’Associazione, quali, a titolo meramente esemplificativo:

• omessa registrazione nell’apposito Registro regionale delle Associazione autorizzate a seguire i gatti delle colonie feline ai sensi della L.R. 60/93;

• richiesta del riconoscimento di colonia felina in assenza di titolo;

• accoglienza di animali adulti di proprietà e loro non pertinente collocazione in luoghi idonei all’esclusiva detenzione di quelli senza proprietario e a vita libera;

• detenzione promiscua di gatti di proprietà e a vita libera;

• omessa tenuta del Registro delle presenze dei gatti in struttura;

• omessa identificazione obbligatoria tramite microchip;

• dissennata gestione dei siti di foraggiamento dei gatti presenti nel Forte Marghera che, invece di contenerne il numero, ne provoca l’aumento per la stimolata introduzione di soggetti estranei dall’esterno attirati dal cibo;

• omessa tenuta del registro dei trattamenti sanitari eseguiti da medici veterinari;

• omessa presenza delle cartelle cliniche;

• “accanimento comportamentale” consistente nel procurarsi in modo affannoso e superficiale gatti da trattare e tenere nell’Associazione senza curarsi delle loro condizioni e provenienza.

Non solo. L’ULSS 3 riferisce altresì che la predetta associazione “confonde deliberatamente il concetto di gattile rifugio privato con quello di colonia felina come intesa dalla L.R. 60/93” e “continua tutt’ora a gestire i gatti che ha in carico con modalità tipiche di gattile rifugio privato (infatti a titolo esemplificativo e non esaustivo riceve e accasa gatti di proprietà, dà autonomamente e arbitrariamente in adozione i gatti a terzi come fossero propri senza rendere conto a nessuno, non li identifica né li registra né li censisce all’anagrafe nazionale SINAC, evita di ricorrere alle competenze veterinarie e istituzionali dello scrivente Servizio obbligatorie e gratuite per legge…”.

Non ultimo si richiamano i sopralluoghi degli organi di vigilanza che hanno riscontrato vari abusi edilizi posti in essere dall’Associazione quali opere realizzate in assenza del titolo abilitativo e paesaggistico, che hanno attivato provvedimenti di natura penale.

 

 

Massimiliano De Martin
 
Risposta in formato pdf
Interrogazione nr. d'ordine 1352

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