Interrogazione nr. d'ordine 584

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Nr. d'ordine: 584
Data pubblicazione: 15-06-2022
Data scadenza: 15-07-2022
Proponente: Paolo Ticozzi
Altri firmatari: Alberto Fantuzzo
Referente: Assessore Massimiliano De Martin (dal 16-06-2022 Sindaco Luigi Brugnaro - dal 20-06-2022 Assessore Paola Mar)
Tipo risposta richiesta: scritta (dal 16-07-2022 in Consiglio)
Oggetto: Quale scientificità sullo "studio" relativo alle misurazioni bioenergetiche a Parco Savorgnan
Tipo di risposta richiesto: scritta
 

Preso atto che:

  • presso Parco Savorgnan è stato effettuato uno “studio bioenergetico” con la tecnica denominata “Bioenergetic Landscapes”, con il presunto scopo di individuare la presenza di presunte “aree bioenergetiche” che secondo l’autore dello studio dovrebbero risultare particolarmente favorevoli alla salute del corpo umano e di specifici organi;
     
  • a tale “studio bioenergetico” è poi stata data ampia diffusione e visibilità dal Comune di Venezia, sia tramite comunicati stampa e la sezione news del sito del Comune di Venezia, sia tramite apposita segnaletica presso il parco Savorgnan recante tra l’altro il logo del comune di Venezia, che grazie all’inaugurazione di tale cartellonistica avvenuta il 17 dicembre peraltro alla presenza dell’assessora Mar;
     
  • tale “studio” è peraltro ospitato e scaricabile da una apposita pagina del sito del Comune di Venezia a cui si può accedere anche grazie a dei QR code presenti nell'apposita segnaletica installata ad hoc nel parco.

preso atto che:

  • non vi è ampia e assodata letteratura scientifica relativa alla cosiddetta disciplina "Bioenergetic Landscapes" che dia basi solide e confermi la validità di quanto proposto e riportato nello studio citato;
     
  • quando il primo firmatario di questa interrogazione ha contattato due docenti universitari dell’Università di Bologna che avevano ricoperto i ruoli di convener e editor della II International Conference on Landscape and Urban Horticulture, nei cui atti è presente l’unico articolo scientifico citato dallo “studio bioenergetico” citato, per avere informazioni su quanto presente nell’articolo, i due docenti hanno risposto dicendo che dalle proprie verifiche le evidenze scientifiche della disciplina sono limitate.

Considerato che nel documento scaricabile dal sito e qui allegato si trovano svariate affermazioni che risultano di dubbia valenza scientifica in particolare:

  • all'inizio del documento si parla di "nuovi studi hanno compreso come la natura in determinati contesti possa anche agire direttamente sulla fisiologia umana, generando benefici a livello fisico misurabili."
     
  • nella nota 3 a pagina 4 del documento viene dichiarato che “La validità del Bioenergetic Landscapes è stata più volte confermata da misurazioni effettuate sul corpo umano con apparecchi di Biorisonanza e con la Bioelettrografia GDV del Prof. V. Korotkov, una delle più avanzate tecniche di misurazione biologica esistenti…” tuttavia la tecnica GDV ( Gas Discharge Visualization) è una riproposizione della fotografia Kirlian a cui si forniscono fantasiose interpretazioni di un normale fenomeno fisico, Konstantin G. Korotkov sostiene addirittura di essere riuscito, con la sua tecnica, a fotografare l’anima di un soggetto nel momento del trapasso, ciò ovviamente lascia ben intendere il livello scientifico del soggetto;
     
  • il documento prosegue citando "Precise misurazioni nel campo delle microonde". Andando dunque al paragrafo dedicato alle Misurazioni qualitative e quantitative si dice che "differenti intensità elettromagnetiche rilevate attribuendo loro i seguenti effetti biologici: >19+ = intensità di campo debole o disturbante per l’organo o la funzione; 12+ = equilibrante; 1+ = molto benefica; 0,5+ = ottima; 0,1+ = massima intensità benefica misurabile." 
     
  • Non è indicata la grandezza oggetto della misura e la corrispondente unità di misura (per il campo elettrico l'unità di misura è il V/m) o viene detto a cosa corrispondono questi numeri. La precisione nel campo delle microonde citata nell'introduzione non è poi dimostrata da alcun riferimento scientifico alla loro misurazione. Né viene specificato che errore, che sensibilità e specificità lo strumento impiegato (l'antenna) abbia.
     
  • Nemmeno si capisce se tali misurazioni si riferiscano al "massimo beneficio all’organismo umano" dato che a detta del documento dovrebbero possedere una "altissima affinità biologica" (termine senza spiegazioni o riferimenti scientifici per comprenderne il significato empirico) e siano quindi da considerarsi misurate genericamente "sul funzionamento dei nostri organi e apparati.". Anche qui, ci sarebbe stata la possibilità di effettuare sull' organismo delle rilevazioni scientifiche dato che, come gli autori sostengono nella premessa, ci sono studi recenti (non citati da nessuna nota) che dimostrano come "il nostro contatto consapevole con la natura è capace di ridurre lo stress, regolarizzare la pressione e il battito cardiaco e innalzare le nostre difese immunitarie." Questi sono tutti parametri biometrici assolutamente e facilmente rilevabili da indagini strumentali banali (uno sfigmomanometro da farmacia ed un orologio) (lasciando da parte il vago riferimento alle difese immunitarie "misurabile", volendo, da un esame del sangue che dimostri valori nei range, senza che questo significhi nulla di clinico).
     
  • Per compiere però uno studio sull'essere umano, vanno seguite regole nazionali ed europee, afferenti all'area dell'etica dello studio e sperimentazione sui soggetti umani, senza contare il ricorso ad un comitato etico ed una valida tutela della privacy dei soggetti arruolati e che dovrebbero porre regolare consenso scritto alla rilevazione, su scopi e finalità della ricerca e sulla conservazione dei dati, dato che i dati biometrici sono quelli soggetti a maggior tutela (ultimi GDPO europeo).
     
  • Ciò non pare essere il primario interesse di questo "resoconto" che pure nella parte finale parla di osservazioni avvenute in due giornate (26-28 maggio 2021), misurazioni definite "accurate" prese nel setting su svariati organi ed apparati. Citando testualmente:"intestino crasso, mucose, prostata, ovaie, ossa, occhi-capelli-pelle, sistema linfatico, sistema immunitario, fegato, utero, cistifellea, sistema nervoso, stomaco, pancreas +metabolismo, sistema cardiocircolatorio + coronarie, reni, duodeno + intestino tenue, vescica, ghiandole surrenali, ipotalamo, tiroide, carcinoma (funzione contrastante), orecchio, ipofisi, timo, reumatismi (funzione contrastante)." La raccolta è dunque di dati apparentemente biometrici di qualcuno, tuttavia non si spiega come siano avvenute queste misure, su che campione di popolazione, di che rilevanza, con che tipo di studio (osservazionale, retrospettivo…).
     
  • I campi elettromagnetici a radiofrequenza (che comprendono le microonde) sono generati dal movimento oscillatorio di cariche elettriche all'interno di un mezzo conduttore (antenne emittenti). Si può pertanto escludere che all’interno di un albero possa esserci movimento di cariche elettriche tale da generare tali campi all’esterno dello stesso. Dobbiamo invece ricordarci che siamo costantemente immersi in campi elettromagnetici a RF (antenne radio base, antenne radio fm e am, Wi-Fi, ecc.) perciò non deve stupire se l'antenna di Lecher, che di fatto è un dipolo elettrico in grado di rilevare il campo elettrico a diverse frequenze, se opportunamente collegata ad un lettore (non tenuta semplicemente in mano, come bacchetta da rabdomante) possa restituire un valore di campo elettrico, espresso in V/m, diverso da zero. Come detto, quel che è certo è che l'origine del campo elettromagnetico o una sua variazione non può essere ascritta agli alberi. Per chiarezza, è vero che l'interazione delle microonde con corpi che contengono acqua può portare al riscaldamento degli stessi, ma ciò avviene per intensità del campo (quindi energie del campo) come quelle utilizzate nei forni a microonde, ordini di grandezza superiori a quanto si riscontra nell'ambiente esterno. Si fa infine presente che la terminologia utilizzata (campi bio-elettromagnetici generati dagli alberi e dalle piante) non trova alcuna corrispondenza/definizione in ambito scientifico.
     
  • Inoltre come ben specificato nell’articolo https://www.queryonline.it/2017/06/08/uno-sguardo-alle-scale-rabdomantiche/ a firma di Gianni Comoretto, laureato con lode in fisica alla Scuola Normale di Pisa, pubblicato sulla Query on-line rivista ufficiale del CICAP, Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze, un'organizzazione educativa e senza finalità di lucro, fondata nel 1989 per promuovere un'indagine scientifica e critica sul paranormale e sulle pseudoscienze, denominata la cosidetta antenna di Lecher: “serve a dare una patente di scientificità a quello che in pratica è solamente un “tirare ad indovinare”” e continuando nello stesso articolo si legge:   “Non esiste nessuna evidenza che una misura eseguita usando la scala di Bovis, o l’antenna di Lecher, fornisca risultati migliori di quelli ottenuti con un pendolino o una bacchetta di salice. Usare strumenti tecnologici o scale numeriche insomma non rende la radioestesia più oggettiva, e non misura nulla di diverso dalle convinzioni di chi li sta utilizzando, e inconsciamente manovrando.”
     
  • inoltre il prof. Silvano Fuso, docente, PhD, divulgatore scientifico e tra le altre cose autore del libro “Energie misteriose. Viaggio tra scienza e non scienza”, in un articolo sempre pubblicato sulla rivista Query on-line in relazione alle misurazioni bioenergetiche presso un altro “Parco Bioenergetico” afferma chiaramente: “Appare evidente che le affermazioni circa le proprietà terapeutiche del parco siano affermazioni pseudoscientifiche prive di ogni fondatezza. In letteratura medica non vi è infatti traccia dei presunti studi citati dagli intervistati. I termini energia, frequenze, vibrazioni e l’immancabile prefisso bio-, che in campo scientifico hanno un loro ben preciso significato, vengono continuamente utilizzati in modo improprio nell’ambito di numerose pseudoscienze per attribuire loro un carattere di scientificità che non hanno e non possono avere.
    Offrire ai propri cittadini un piacevole parco in cui passeggiare è sicuramente un’opera meritoria, ma perché contribuire a pubblicizzare le elucubrazioni (da fantascienza!) che lo accompagnano? Perché dare visibilità a persone che commercializzano teorie pseudoscientifiche? E, soprattutto, perché spendere soldi pubblici per un’azione altamente diseducativa come questa? Il tutto è reso ancora più grave dall’epoca di emergenza pandemica che stiamo vivendo. Emergenza che richiede la massima razionalità e il rigoroso rispetto di ciò che la comunità scientifica ci suggerisce in tema medico-sanitario. Illudere i cittadini che basti sostare sotto un albero o abbracciarlo per avere effetti terapeutici appare come un pessimo servizio pubblico.”
    https://www.queryonline.it/2021/04/27/il-parco-bioenergetico-di-bolzano-una-scelta-discutibile/ 

Considerato inoltre che:

  • Uno studio scientifico senza specifica, senza randomizzazione e gruppo di controllo non può essere considerato uno studio scientifico.
     
  • Pertanto, oltre ai rilievi su misure, strumenti utilizzati ed etica, si rileva un’assenza di disegno che è ciò che contraddistingue uno studio scientifico.
     
  • A sostegno della bontà e presunta scientificità della cosiddetta tecnica del “Bioenergetic Landscapes” nel documento redatto da dall’autore dello “studio” presso parco Savorgnan sono citati:
    • un articolo pubblicato nel novembre del 2010 dall’ISHS, International Society for Horticultural Science, negli Acta Horticulturae, che altro non è che la trascrizione di un intervento dell’autore stesso dello studio di parco Savorgnan a una conferenza del 2009, tuttavia l’esistenza di questo articolo non garantisce la validità di quanto presente nello studio, tanto più che gli stessi editor e convener della conferenza da cui è stato tratto l’articolo hanno manifestato al primo firmatario di questa interrogazione che per le proprie verifiche le evidenze scientifiche del “Bioenergetic landscape” sono limitate.
       
    • un’intervista del 2013 su un blog allo stesso autore dello “studio bioenergetico” su Parco Savorgnan da parte di quello che viene presentato nel documento dello studio come “un docente e ricercatore della North Carolina University, membro attivo dell'INFOM2”, tuttavia nello stesso blog quest’ultimo di afferma di avere un dottorato in “adult education and human resource development” della North Carolina State University che poco ha a che fare con quanto riportato nell’intervista e non può certo comprovarne la validità scientifica.

Ritenuto che:

  • sia estremamente importante che le amministrazioni pubbliche, non avallino progetti che possano favorire il pericoloso diffondersi di credenze pseudoscientifiche soprattutto per quel che concerne l’ambito della salute, perché ciò potrebbe contribuire al rischio che cittadini senza un’adeguata formazione scientifica e un buono spirito critico si affidino a queste e non alla medicina ufficiale accusandone nocumento o ritardando l’impiego di cure efficaci;
     
  • sia doveroso che le amministrazioni pubbliche tutelino la propria reputazione non avallando tesi o credenze pseudoscientifiche;
     

Tutto ciò premesso e considerato si interrogano gli assessori competenti per sapere:

  • se ci siano stati costi da parte dell’amministrazione e quali siano stati sia per quanto concerne le risorse economiche che per l’impiego di personale collegati o imputabili allo studio bioenergetico, alla sua promozione, diffusione ad esempio per quanto riguarda la segnaletica nel parco e alla comunicazione dell’iniziativa tramite l’ufficio stampa del Comune;
     
  • quali verifiche e riscontri siano già stati fatti da parte dell’amministrazione sulla validità scientifica delle teorie su cui si è basato il progetto di “studio bioenergetico” su parco Savorgnan;
     
  • se si intendano, anche al fine di tutelare l’immagine del Comune di Venezia, avviare ulteriori verifiche e confronti con esponenti della comunità scientifica per verificare la validità scientifica dello studio proposto e delle teorie su cui si basa;
     
  • se si intendano chiedere chiarimenti in merito a quanto presente in questa interrogazione ad esperti individuati dall’ordine dei medici e degli ingegneri di Venezia e docenti universitari delle facoltà di Biologia, Medicina e Ingegneria Biomedica per avere dei pareri autorevoli da parte della comunità scientifica sullo studio citato nella presente interrogazione e sulle teorie su cui si basano;
     
  • se a fronte di quanto riportato nella presente interrogazione si possa prendere in considerazione di rimuovere, sia la segnaletica relativa allo “studio bioenergetico” presso parco Savorgnan sia il documento dello “studio bioenergetico” sul sito del Comune di Venezia, a cui peraltro rimanda la segnaletica nel parco, quantomeno sino a quando si avrà un’espressione chiara e favorevole da parte della comunità scientifica a favore delle teorie alla base dello studio e delle modalità con cui è stato condotto lo studio stesso.
Paolo Ticozzi

Alberto Fantuzzo

 
Interrogazione in formato pdf
16-07-2022
Cambio iter per scadenza termini risposta

Inviata per la trattazione in Consiglio comunale ai sensi dell'art. 16 c. 5 del Regolamento del C.c.

20-06-2022
Delega
16-06-2022
Dichiarazione di non competenza
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