Interrogazione nr. d'ordine 1386
Paolo Ticozzi
Tipo di risposta richiesto: scritta
Premesso che:
la Casa Circondariale di Santa Maria Maggiore è un istituto penitenziario si colloca nel sestiere di Santa Croce.
Preso atto che:
la scheda dell’Osservatorio sulle condizioni di detenzione dell’Associazione Antigone relativa alla vista del 23 dicembre 2025 all’istituto evidenzia una situazione di forte criticità sotto il profilo del sovraffollamento e dei servizi di supporto; e in particolare dalla rilevazione emerge una presenza di 132 persone detenute straniere, elemento che rende particolarmente rilevante il servizio di mediazione linguistica e culturale per garantire diritti, accesso alle informazioni e percorsi trattamentali adeguati.
Sottolineato che:
la medesima scheda segnalava la presenza di un solo mediatore linguistico-culturale a servizio dell’istituto.
Evidenziato che:
ad oggi, secondo quanto risulta, tale figura non sarebbe più stabilmente presente, aggravando le difficoltà di comunicazione, integrazione e presa in carico delle persone detenute straniere.
Ritenuto che:
il carcere, pur essendo struttura statale, ha un impatto diretto sul territorio comunale, anche per quanto riguarda i servizi sociali, sanitari, educativi e di reinserimento, ambiti nei quali il Comune di Venezia è spesso chiamato a collaborare con l’Amministrazione penitenziaria.
Ricordato che:
secondo i dati riportati nella scheda e nelle visite degli osservatori, c'è un tasso di affollamento del 149,7%: a fronte di una capienza regolamentare di circa 159 posti risultano presenti oltre 230 persone detenute, configurando un evidente sovraffollamento dell’istituto, una condizione strutturale di grave compressione degli spazi detentivi e delle condizioni di vita.
Rilevato che:
l’alta presenza di detenuti stranieri e la carenza di mediazione linguistico-culturale rischia di incidere negativamente sulla gestione quotidiana, sui percorsi di reinserimento e sulle condizioni detentive già gravate dal tasso di sovraffollamento particolarmente elevato;
Dato che:
L’ultimo concorso pubblico per il ruolo di Funzionario mediatore culturale (per esami, con prove scritte/orali) indetto dal Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) risale addirittura al 2018 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 12 del 9 febbraio 2018), in cui furono messi a concorso solo 15 posti a tempo indeterminato e quindi c'è il forte rischio che il mediatore non sia sostituto;
Osservato che:
la collaborazione tra enti locali e istituti penitenziari rappresenta una buona pratica già diffusa in diverse città italiane, soprattutto per il supporto socio-culturale e linguistico;
tutto ciò premesso e considerato, si interrogano il Sindaco e la Giunta per sapere:
se l’Amministrazione comunale, a partire dalla conoscenza dell’attuale situazione della Casa Circondariale di Venezia Santa Maria Maggiore, intenda attivarsi, per quanto di propria competenza e in raccordo con la Direzione dell’istituto, il Provveditorato dell’Amministrazione Penitenziaria e il Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, per quanto riguarda il servizio di mediazione linguistico-culturale al fine di supportare il carcere anche attraverso proprio personale o servizi convenzionati (in particolare mediazione linguistico-culturale e supporto socio-educativo) affinché in carcere ci siano le condizioni affinché sia possibile la sua finalità di rieducazione e reinserimento.
Giuseppe Saccà
Monica Sambo
Gianluca Trabucco
Emanuela Zanatta
Città di Venezia