Mozione nr. d'ordine 190

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Nr. d'ordine: 190
Data pubblicazione: 16-03-2021
Proponente: Paolo Ticozzi
Altri firmatari: Monica Sambo, Emanuela Zanatta, Alessandro Baglioni, Pier Paolo Baretta, Alberto Fantuzzo, Emanuele Rosteghin, Giuseppe Saccà, Sara Visman
Assemblea competente: Consiglio comunale
Oggetto: “BASTA TAMPON TAX, LE MESTRUAZIONI NON SONO UN LUSSO”.
 

Premesso che: 

  • la cosiddetta “Tampon Tax” ovvero l’imposta sui prodotti igienici femminili essenziali (assorbenti interni, esterni, coppette mestruali) è oggetto di discussione in Italia e in all'estero visto che molti ritengono che questi dovrebbero essere considerati beni primari. 

Considerato che: 

  • ci sono stime che valutano in circa 2.000 euro i soldi spesi da una donna nell'arco di una vita per l'acquisto di assorbenti (in dette stime si valutano in circa 500 i cicli mestruali nella vita di una donna, vengono considerati 3-5 giorni di mestruazioni per ognuno di questi e un utilizzo medio di 4 assorbenti al giorno, per un consumo totale medio di ben circa 10 mila assorbenti);
  • ad oggi in Italia a differenza di quanto avviene in altre nazioni risulta pressoché ignorato il problema della “period poverty” (povertà mestruale), ovvero la difficoltà di potersi garantire un’igiene adeguata durante il periodo mestruale attraverso appositi dispositivi igienici e luoghi idonei. A titolo di esempio il “Plan International UK” ha rilevato che il 15% del campione di mille ragazze intervistate ha difficoltà economiche ad acquistare assorbenti, mentre il 14% li chiede alle amiche per via del costo degli stessi;
  • in Italia sono in vigore tre aliquote Iva: 4 % (aliquota minima, applicata alle vendite di generi di prima necessità); 10% (aliquota ridotta, applicata a determinati prodotti alimentari, a particolari operazioni di recupero edilizio ed ai servizi turistici): 22% (aliquota ordinaria, per tutto il resto) e che i prodotti sanitari per il ciclo mestruale, nonostante siano di fatto un bene primario, sono sottoposti all’Iva del 22% cioè l’aliquota massima contemplata dal sistema fiscale italiano, equiparandoli a beni di lusso e solo gli assorbenti compostabili o biodegradabili sono sottoposti iva al 5%, ma questi ultimi consistono solo in una parte molto residuale del totale degli assorbenti venduti, i numeri forniti dall’associazione dei ginecologi Aogoi (che cita Corman come fonte) in Italia dicono che su quasi 193 milioni di assorbenti venduti, solo un milione di pezzi è biodegradabile ed in farmacia  questi rappresentano lo 0,2% degli assorbenti venduti, mentre al supermercato lo 0,6% del totale.

Ricordato che:

  • la direttiva 2006/12/CE del 28 novembre 2006 relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto che stabilisce per gli Stati membri la possibilità di applicare una o due aliquote ridotte a “prodotti farmaceutici normalmente utilizzati per cure mediche, per la prevenzione delle malattie e per trattamenti medici e veterinari, inclusi i prodotti utilizzati per fini di contraccezione e di protezione dell’igiene femminile”;
  • l’Italia è tra i Paesi con l’Iva più alta in Europa su questi prodotti e molti altri Paesi hanno invece ridotto o abolito la “Tampon Tax” con lo scopo di eliminare questa discriminazione fiscale di genere: in particolare in Irlanda non viene applicata Iva su questi beni, in Inghilterra è al 5% già da venti anni, in Francia è stata ridotta dal 20% al 5,5%, in Belgio dal 21% al 6%, nei Paesi Bassi è al 6%, in Spagna è previsto l’abbassamento dal 10% al 4% ed in Germania è stata abbattuta dal 19% al 7%;
  • la Scozia ha in essere un programma di distribuzione gratuita di assorbenti e tamponi nelle scuole per contrastare la period poverty che talvolta rappresenta un ostacolo anche per la frequenza scolastica.

Considerato che:

  • in Italia oltre 470 mila cittadine e cittadini hanno firmato appelli per chiedere al Governo e al Parlamento di abolire o quantomeno ridurre la “Tampon Tax”;
  • altri comuni hanno avviato iniziative legate a quanto precedentemente esposto e in particolare nel Comune di Pontassieve dal 1 marzo alla farmacia comunale i prodotti igienici femminili essenziali - assorbenti interni, esterni, coppette mestruali - sono in vendita senza la tassazione del 22% e con un ulteriore sconto applicato dal Comune.

Ritenuto che:

  • sia doveroso che anche l'Italia riconosca come i beni igienici femminili come beni essenziali e affronti la “period poverty” riconoscendo delle opportune agevolazioni fiscali.

IL CONSIGLIO COMUNALE IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA A:

  • verificare con AMES - Azienda Multiservizi Economici Sociali S.p.A., l'azienda partecipata del Comune di Venezia che gestisce le Farmacie Comunali, la possibilità di applicare presso le stesse prezzi particolarmente contenuti e promozionali sui prodotti sanitari e igienici femminili, quali tamponi interni, assorbenti igienici esterni, coppe e spugne mestruali,
  • promuovere iniziative per migliorare la disponibilità e l’educazione all’uso di questi prodotti da parte delle donne ed in particolare delle fasce più svantaggiate;
  • sollecitare Governo e Parlamento al fine che riducano l’aliquota per i prodotti igienico-sanitari femminili che attualmente è al 22%, per poi arrivare alla totale detassazione dei beni essenziali alla salute e all’igiene femminile;
  • richiedere alla Regione Veneto di verificare l'entità del fenomeno della “povertà mestruale” attraverso un'indagine rivolta alle fasce economicamente più fragili e di intraprendere azioni volte al suo contrasto tra le quali a titolo di esempio agevolazioni economiche per l’acquisto di prodotti sanitari e igienici femminili per le fasce più deboli.
Paolo Ticozzi

Monica Sambo
Emanuela Zanatta
Alessandro Baglioni
Pier Paolo Baretta
Alberto Fantuzzo
Emanuele Rosteghin
Giuseppe Saccà
Sara Visman

 
Mozione in formato pdf
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