Mozione nr. d'ordine 757
Monica Sambo
Premesso che:
• in questi giorni è stata formalmente confermata da RAI - Radiotelevisione Italiana l’intenzione di procedere alla vendita di parte del proprio patrimonio immobiliare;
• tra gli immobili interessati figura Palazzo Labia, storica sede RAI a Venezia;
• Palazzo Labia, capolavoro del Settecento veneziano, è impreziosito dal celebre ciclo di affreschi di Giambattista Tiepolo, elemento che ne sancisce il valore storico e artistico di rilievo internazionale.
Considerato che:
• Palazzo Labia non rappresenta soltanto un bene monumentale, ma anche la sede operativa di un presidio del servizio pubblico radiotelevisivo nel territorio veneziano;
• la presenza della RAI a Venezia garantisce occupazione qualificata, professionalità giornalistiche, tecniche e amministrative ad alta specializzazione, contribuendo al tessuto economico e sociale della città;
• un eventuale ridimensionamento o trasferimento delle attività comporterebbe una perdita concreta di posti di lavoro qualificati e un impoverimento del sistema produttivo cittadino, già fortemente esposto a processi di monocultura turistica;
• Venezia ha urgente bisogno di consolidare e attrarre funzioni pregiate, lavoro stabile e competenze avanzate, non di assistere alla loro progressiva fuoriuscita;
• l’Assemblea di redazione del TG Regionale Veneto ha espresso forte contrarietà alla prospettiva di alienazione, evidenziando le ricadute negative non solo patrimoniali ma anche occupazionali e professionali.
Ritenuto che:
• la vendita di Palazzo Labia costituirebbe un grave errore sotto il profilo culturale, economico e sociale;
• Venezia non possa accettare che un bene simbolico venga alienato mettendo a rischio contemporaneamente patrimonio storico e lavoro qualificato;
• la difesa del servizio pubblico sul territorio sia parte integrante della difesa della città stessa.
Richiamato
l’Ordine del Giorno del Consiglio Comunale di Venezia del 18.04.2024 n. 93, con il quale il Consiglio si è già espresso in merito alla tutela della funzione pubblica e dell’interesse collettivo connessi alla presenza della sede RAI nel compendio immobiliare oggetto della presente mozione, impegnando l’Amministrazione ad attivarsi presso i soggetti competenti al fine di garantirne la valorizzazione nel rispetto del vincolo culturale e della fruibilità pubblica;
Tutto ciò premesso e considerato, il Consiglio Comunale impegna il Sindaco e la Giunta:
ad esprimere formalmente la netta contrarietà del Comune di Venezia alla vendita di Palazzo Labia, chiedendo a RAI - Radiotelevisione Italiana di sospendere e ritirare ogni iniziativa di alienazione;
ad attivare con urgenza un confronto istituzionale con RAI, con il Governo e con il Ministero della Cultura affinché siano garantiti:
• il mantenimento della sede veneziana,
• la tutela dei livelli occupazionali,
• la permanenza delle funzioni produttive e redazionali in città;
a promuovere ogni iniziativa utile a salvaguardare sia la natura pubblica del bene sia la continuità del lavoro qualificato oggi svolto a Venezia;
di convocare la Commissione consiliare competente al fine di audire i vertici di RAI - Radiotelevisione Italiana per comprendere nel dettaglio le decisioni assunte o in via di assunzione in merito alla sede veneziana, alle prospettive di utilizzo dell’immobile e alle ricadute sul servizio pubblico radiotelevisivo nel territorio;
di invitare contestualmente le rappresentanze dei lavoratori e la redazione del TGR regionale
Di attivare un confronto con la Soprintendenza competente, per chiarire in che misura le richieste espresse dal Consiglio Comunale in ordine alla fruibilità pubblica trovino già fondamento nel vincolo culturale insistente sull’immobile, quali ulteriori vincoli o prescrizioni gravino sul bene, nonché quale sia l’iter amministrativo eventualmente necessario per la revisione o l’integrazione degli stessi;
Di esprimere l’auspicio che il Governo mantenga fede al pronunciamento già espresso in ordine all’esercizio del diritto di prelazione;
di ribadire la necessità di tutelare la continuità lavorativa del personale coinvolto, privilegiando il mantenimento delle attività e delle professionalità nella sede di Venezia nel rispetto del ruolo del servizio pubblico e della valorizzazione del presidio informativo territoriale.
a riferire tempestivamente al Consiglio comunale sugli sviluppi della vicenda.
Alessandro Baglioni
Helenia Barban
Alex Bazzaro
Gianfranco Bettin
Riccardo Brunello
Barbara Casarin
Ciro Cotena
Ermelinda Damiano
Alessio De Rossi
Alberto Fantuzzo
Marco Gasparinetti
Enrico Gavagnin
Nicola Gervasutti
Giovanni Giusto
Giovanni Andrea Martini
Emmanuele Muresu
Deborah Onisto
Giorgia Pea
Silvia Peruzzo Meggetto
Aldo Reato
Francesca Rogliani
Paolo Romor
Emanuele Rosteghin
Giuseppe Saccà
Alessandro Scarpa
Matteo Senno
Paolo Tagliapietra
Paolo Ticozzi
Cecilia Tonon
Gianluca Trabucco
Chiara Visentin
Sara Visman
Emanuela Zanatta
Stefano Zecchi
Francesco Zingarlini
Città di Venezia